Guida semiseria allo smartworking

Sembra ieri che ci affacciavamo per la prima volta al mondo dello smart working, allo stesso tempo attratti e atterriti all’idea di far entrare la sfera lavorativa nell’ultimo baluardo della privacy: la nostra stessa casa. I primi giorni sono stati quelli dell’incertezza, della ricerca di uno spazio da poter adibire ad angolo lavoro, dei pc condivisi con gli altri membri della famiglia, dei meme sulla pronuncia, più o meno corretta, di quello che sarebbe diventato, di lì a poco, il nuovo modo di lavorare. 365 giorni dopo, possiamo dire di essere diventati cintura gialla del lavoro agile, ma la strada verso quella nera è ancora lunga!

Ecco una guida (semiseria, sia chiaro) allo smartworking.

1. Prima regola del Fight Club: no al pigiama

Certo, la tentazione di restare in pigiama tutto il giorno può essere forte, ma prendersi del tempo per prepararsi e vestirsi, anche se in versione comoda, pare aumenti concentrazione e produttività. Sia mai che poi si riceva una videochiamata inattesa (su questo punto, torneremo tra poco): farsi trovare con la maglia del pigiama e i capelli ancora arruffati non darà di certo una buona impressione (oltre a farvi sentire estremamente in imbarazzo). Basta poco: un paio di pantaloni morbidi, una camicia e un maglioncino. Potrete comunque trascorrere tutta la giornata in pantofole, non male come compromesso, no?

2. “Ufficio” is a state of mind

E’ vero, ormai ci siamo abituati a lavorare nelle condizioni più disparate e, come bravi ninja, abbiamo fatto dell’organizzazione il focus delle nostre giornate. Lo spazio che ci circonda aiuta la concentrazione mentale. Da qui l’importanza di crearsene uno anche piccolo, ma estremamente funzionale. Che siate team CREATIVO o team RAMINGO ecco alcuni accessori che potrebbero tornarvi utili:

MUDA, il portapenne essenziale per tutti gli spiriti creativi;

KONBINI un’originale cassetta degli attrezzi per avere sempre tutto a portata di mano;

GENKI per vincere la sempiterna battaglia contro i cavi in disordine;

ONSEN, il vassoio in acciaio per i piccoli oggetti con la propensione a sparire nel nulla;

RAMEN, il contenitore multiuso in bambù per tutti i device elettronici.

Una volta preparato il proprio ambiente di lavoro, seguite semplici regole di etica lavorativa: no alle chiamate ad orari improponibili, no alle videocall a sorpresa (basta una mail per fissare un appuntamento), no alle distrazioni della normale vita quotidiana. Imparare a scindere le due cose vi aiuterà a non perdere la testa.

3. La Tecnica del Pomodoro

La gestione del tempo è forse uno degli argomenti più spinosi quando si parla di lavoro da casa. C’è chi preso tra le incombenze domestiche fa fatica a concludere i diversi task e chi non si staccherebbe mai dal pc, dimenticandosi delle pause e anche di mangiare. Il primo consiglio è quello di installare un’estensione al browser che impedisca l’accesso ai social media per un determinato periodo di tempo. Via il dente, via il dolore. Eccezion fatta se con i social ci lavorate, ovviamente.

Il secondo consiglio riguarda una strategia meglio nota come la Tecnica del Pomodoro. No, non stiamo avendo un improvviso attacco di fame a causa di una pausa mancata. Stiamo parlando del sistema ideato negli anni ’80 da Francesco Cirillo per godere di un vero e proprio boost di concentrazione. Funziona così: suddividete la giornata in slot da 25 minuti intervallati da 5 minuti di pausa. Per quei 25 minuti, concentratevi esclusivamente su una mansione, senza distrazioni e senza mania da multitasking. Ogni 4 slot, concedetevi una pausa da 15/30 minuti. Il non dover continuamente saltare da un argomento all’altro, da un programma alla casella mail, da un testo ad un gestionale, fa si che il cervello resti concentrato, portandovi a risultati concreti che vi daranno nuova carica per affrontare i successivi.

Terzo e ultimo consiglio: fate una lista di tutte le attività lavorative e affrontate quelle più ostiche per prime. I nostri livelli di energia vanno calando durante il corso della giornata: lavorando prima ai compiti più impegnativi, avrete a disposizione una maggiore riserva energetica per risolverli al meglio.

4. L’importanza delle pause

Niente se, niente ma: le pause sono sacrosante. Se avete la fortuna di avere un balcone o un piccolo giardino, alzatevi e uscite a prendere una boccata d’aria. Altrimenti, aprite la finestra e lasciate correre lo sguardo lontano, mettendo a fuoco diversi oggetti per far riposare la vista. Le pause non sono una perdita di tempo, ma una vera e propria stazione di ricarica delle energie e della creatività.

5. Ricaricatevi con una Buddha Bowl

Le Buddha Bowl sono dei pasti completi e bilanciati, generalmente vegetariani, ma facilmente declinabili secondo i gusti di ciascuno, quelli che noi chiamiamo “piatto unico”. Per comporli scegliete un cereale (riso, farro, orzo, pasta), una fonte proteica (carne, pesce, legumi, uova, tofu), verdura (cotta e cruda, di stagione), semi e un condimento goloso (avete mai assaggiato la vinaigrette di miso?). Il pasto sarà nutriente, colorato e goloso e, cosa da non sottovalutare, potrete preparare tutto in anticipo conservando in frigorifero i singoli ingredienti in contenitori ermetici per comporre ogni giorno una ciotola diversa.

Per concludere, vi consigliamo un paio di libri. Il primo Smart Working è una guida pratica a tutto ciò che vi serve per lavorare da remoto: dai dispositivi ai software che migliorano l’efficienza, dagli strumenti alle ultime app sviluppate fino ai tool specifici che vi semplificano la vita.

Il secondo, Lo Smartworker e i Muffin, decisamente più leggero ed ironico, è la storia di due amici, Matteo e Vittorio che raccontano della loro esperienza con questo nuovo modo di lavorare tra gaffe, aneddoti divertenti e momenti decisamente imbarazzanti. Vi strapperà un sorriso, ne siamo certi. Forse il detto “mal comune mezzo gaudio” non è mai stato vero, ma sapere di non essere soli (o i soli) ci fa sentire tutti più vicini.

Metodi di pagamento
Mastercard Visa PayPal Bonifico
Seguici sui social
Back to top