It’s beginning to look a lot like Christmas
Dicembre 2020, quartier generale Zelo21.
Oggi la nostra playlist trasmette It’s Beginning to Look a Lot Like Christmas di Bing Crosby, alle porte degli uffici sono appese le ghirlande preparate con rametti, pigne e bacche rosse, nell’area relax si respira un’aria magica.
E’ qui che ci troviamo tutte le mattine per fare il punto della situazione e organizzare la giornata, prima di indossare le vesti di operosi elfi intenti a impacchettare con cura ogni ordine. Con una tazza di caffè nero bollente in mano, accendiamo la nostra candela “In baita, davanti al camino” e diamo vita a OH ALBERO, la nostra cornice retroilluminata, che quest’anno è la protagonista indiscussa della stanza.
I primi alberi di Natale vennero decorati in Germania con mele, biscotti e piccoli frutti che però, durante la notte, finirono divorati. I bambini iniziarono allora a pensare che Babbo Natale avesse bisogno di energia per affrontare il lungo viaggio intorno al globo in una sola notte. Da qui viene la tradizione di lasciare accanto all’albero latte e biscotti su un piattino.
Per come lo conosciamo oggi, Babbo Natale nacque nel 1931 ad opera di un pubblicitario, il signor Sundbolm. Un signore sorridente dalla lunga barba bianca, accompagnato dalle renne e caratterizzato da un abito rosso acceso, proprio il colore simbolo di una famosa azienda che produce bevande gassate.
La leggenda, invece, riconduce la figura di Babbo Natale a quella di San Nicola. Nato nel 270 d.C. in Turchia, in una famiglia di nobili origini, pare aiutò tre giovani sorelle in rovina donando loro tre sacchi pieni di monete d’oro. Trovando la porta di casa chiusa, fu costretto a calare i sacchi dal camino… vi ricorda nulla?
Parlando di regali, sapete qual è il dono di Natale più famoso di tutti i tempi? Vi diamo un paio di indizi: si trova sulla rocciosa Liberty Island ed è alta ben 93 metri. Esatto, stiamo parlando della Statua della Libertà! Fu infatti regalata dai francesi alla città di New York proprio il giorno di Natale del 1883 come simbolo di amicizia.
Quest’anno brinderemo alla vigilia con i nostri amici e la tecnologia verrà in nostro soccorso per organizzare una tombolata virtuale con zabaione e panettone. Il tipico dolce milanese vanta origini che sfumano nella leggenda. Tra le tante versioni, questa sembra essere la più accreditata.
Ludovico il Moro incaricò il suo cuoco di fiducia di preparare un pranzo di Natale coi fiocchi, un banchetto tanto sontuoso che i suoi ospiti non avrebbero dimenticato. Indaffarato tra pietanze prelibate, il cuoco dimenticò il dolce che aveva preparato nel forno, tanto che ne uscì carbonizzato. A salvarlo da una crisi di nervi intervenne Toni, il giovano sguattero aiutante. Durante la mattina aveva preparato a sua volta un dolce con gli avanzi della dispensa: farina, uova, burro, scorza di cedro e qualche uvetta.
Titubante, ma senza alternativa, il cuoco portò in tavola il dolce e aspettò la reazione degli ospiti. Tutti ne furono entusiasti e al duca, che chiese quale fosse il nome di quella leccornia, rispose: «L’è ‘l pan del Toni», o come ci suona più familiare, panettone.
Jingle Bells è il pezzo che chiude la playlist natalizia, ma prima di lasciarvi, vogliamo regalarvi un’altra curiosità con la quale lascerete tutti i vostri amici a bocca aperta. Jingle Bells non è solo una delle canzoni più conosciute al mondo, ma anche la prima ad essere stata cantata nello spazio da due astronauti statunitensi, Tom Stafford e Wally Schirra, che il 16 dicembre del 1965 la intonarono con l’aiuto di un’armonica e di alcuni campanelli.
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